Giornata Mondiale del Turismo

Per la Giornata Mondiale del Turismo vogliamo concentrarci sugli aspetti, positivi e negativi, che il virus Sars-2 ha portato nel mondo dei viaggi.

Il turismo è il terzo settore al mondo per crescita economica, da lavoro a milioni di persone e rappresenta per altrettante un baluardo sul quale rafforzare la propria cultura. Pensiamo alle comunità Maya del centro America, agli indigeni del Sud Africa e delle isole dell’Australia, ai Beduini del deserto egiziano… che vivono grazie al turismo ed in funzione del turismo.
Queste comunità, più che altre, hanno visto un calo economico vertiginoso ritrovandosi in alcuni casi a tornare a vivere di sussistenza, di pesca e agricoltura. E’ il caso della Repubblica di Palau, in Australia, che ha registrando un calo economico pari all’80%.

Confrontando questi dati con l’Italia, per la quale il Turismo è costato il 6% all’economia del Paese, ci sembrerebbe l’Italia non abbia avuto conseguenze drastiche, ma è pur vero che i dati così riportati devono essere contestualizzati.
Se è vero che la Repubblica di Palau vive per il turismo e dopo il Covid è tornata ad una economia di sussistenza dove la pesca e l’agricoltura prendono il posto dell’industria manifatturiera e soprattutto del handmade, è pur vero che il turismo in Italia lega molti più settori di quanto riusciamo ad immaginare, facendo salire quel 6% legato al guadagno ricavato dal turismo, a livelli molto simili a quelli della Repubblica sopra citata. Basti pensare al servizio di taxi, ai lussuosi negozi di via Condotti o di via del Babbuino a Roma, di via Montenapoleone a Milano, ma anche ai negozi duty free collocati negli aeroporti,  ai ristoranti e ai bar dei centri storici, ecc., insomma, a tutti quei settori che non vengono conteggiati statisticamente come turistici, ma di fatto dal turismo intaccati in quanto strettamente collegati ad esso e, a volte, ad esso dipendenti.

Secondo una indagine condotta dal UNWTO (organizzazione mondiale del turismo), la crisi economica derivata dal Covid-19 ha portato ad un abbassamento nel fatturato mondiale pari, in media, al 20%; alla perdita del lavoro nel settore turistico di un dipendente su sette, pari al 56% nei primi 5 mesi del 2020 e destinato a raggiungere il 89% a fine anno; la perdita del lavoro a ben 100 milioni di persone nel mondo.

Il dato è allertante e sembrerebbe difficile da comprendere e condividere a pieno.
Per darsi quindi un’idea più approfondita di quanto il settore turistico sia stato intaccato dalla pandemia, si fa riferimento al grafico sottostante.

Si evince bene dal grafico come la crescita sia stata costante ed omogenea dal 2000 al 2019 con lievi cali nel 2009 e nel 2015, ma nel 2020 il grafico riporta un picco in negativo senza precedenti, registrando entrate pari a 310 bilioni di dollari a fronte dei 1500 trilioni dell’anno precedente.

Diversi dati su cui riflettere, molti dati ancora da scoprire. Una panoramica più approfondita sui link:
https://www.un.org/en/observances/tourism-day
https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sg_policy_brief_covid-19_tourism_august_2020.pdf

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