Big Data e nuove tecnologie salveranno il paesaggio italiano?

La grande mole di dati raccolta grazie a nuove tecnologie come droni, satelliti e tecniche di analisi del DNA ambientale consentirà di monitorare il territorio in modo capillare.

“Pensiamo alle tecniche di sequenziamento del DNA ambientale, che partendo da un piccolo campione di suolo o acqua ci permettono di ricostruire il DNA delle specie viventi presenti in quell’habitat; pensiamo anche ai droni, che con videocamere e sensori possono raccogliere informazioni in luoghi altrimenti inaccessibili; o ancora ai satelliti, che dallo spazio possono dirci cosa accade al suolo con un flusso continuamente aggiornato di dati”.

Anche i cittadini appassionati di scienza potrebbero partecipare attivamente, sia alla raccolta dei dati che alla loro elaborazione: la ‘citizen science’, come affermato da Emilio Padoa-Schioppa, Vice presidente della Siep-lale (Società italiana di ecologia del paesaggio) “ci aiuterebbe a diffondere una nuova consapevolezza nella società”.

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