Autonomia dei bambini?Impariamo a dire no.

Facciamo rientrare i nostri figli a casa a tutte le ore, ci indebitiamo per mandarli a studiare all’estero, ci scapicolliamo per portarli a centomila attività, non abbiamo ancora capito bene come controllare il deserto dei tartari valoriale dei social. Però, in compenso, li consegniamo a scuola come in una teca di cristallo e se i professori s’azzardano a contestare i pargoli, beh, mica ci piace tanto.
Generalizzare è banalizzare, certo, ma chi di noi può dire di non essere mai incappato in qualche terribile chat di classe, dove si scaricano fulmini e saette genitoriali di ogni tipo? Tutti avvocati dei bebè. Ebbene, questo non può coltivare l’idea sana dell’autosufficienza dei nostri figli, destinati così a essere definiti (forse ingenerosamente) bamboccioni, choosy (difficili). Le attenuanti per i figli dei sì costretti a prendersi le porte in faccia ci sono: su tutte, il lavoro precario. Eppure, diciamo la verità, non è solo colpa della mala società.
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