Dall’Augmented Reality all’Augmented Learning il passo è breve… ma di che si tratta? La tecnologia fa progressi ogni giorno, e per non farsi trovare impreparati è necessario sviluppare nuovi metodi d’insegnamento che sappiano mischiare l’innovazione tecnologica al fattore umano. Un nuovo modo d’imparare basato sull’esperienza degli studenti, e sull’interazione tra ambiente e tecnologie.

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Che cos‘è l’Augmented Learning

L’Augmented Learning è una tecnica d’insegnamento in cui l’ambiente si adatta agli studenti. Un esempio? Invece di concentrarsi sulla memorizzazione, si gioca tutto sulle esperienze, date dall’interazione tra contesto e tecnologie, migliora l’apprendimento facendo leva sull’esperienza dello studente. È un nuovo modo d’imparare, intimamente connesso alla Realtà Aumentata, che sovrappone le informazioni basate sugli input sensoriali dello studente. Si ottiene così un sorprendente mix di tecnologie, contenuti diversificati (testo, immagini, video, audio) all’insegna dell’interattività, a cui si affianca la presenza dei docenti. 

Anche l’ambiente di apprendimento espande (e perde) i suoi confini, non più limitati esclusivamente alle aule. Proprio l’emergere di potenti dispositivi mobili come smartphone, tablet, Oculus Rift (un visore per la Realtà Virtuale) ha reso possibile l’Augmented Learning e una modalità d’apprendimento immersiva, che permette di imparare sfruttando tablet e smartphone. Ma quali sono i vantaggi? La realtà aumentata colma il divario tra apprendimento teorico e pratico combinando input dal mondo reale e “virtuale”. Stimola gli studenti a esplorare e scoprire più contenuti, ma soprattutto rende l’apprendimento interattivo e coinvolgente. 

Come preparare i nativi digitali ai cambiamenti?

Da un po’ di anni a questa parte si comincia ad avere la sensazione che certe cose non succederanno in un futuro troppo distante da noi, ed è essenziale non farsi trovare impreparati: come possiamo preparare al meglio le giovani generazioni ad affrontare i cambiamenti che verranno? Oggi abbiamo il mondo intero a portata di click, eppure il fantasma dell’analfabetismo funzionale è sempre dietro l’angolo, e i numeri parlano chiaro: in Italia il 70%  della popolazione (e non sono numeri a caso) legge, ascolta ma senza capire o approfondire. 

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Il metodo ICE®

Come si risolve questo problema? Preparandosi in apposite scuole, che si discostano dai metodi d’insegnamento più tradizionali, preferendo un approccio olistico e interattivo, capace di valorizzare gli stessi strumenti che vengono indicati come la causa di tutti i mali, come gli smartphone, riducendo sempre più il divario tra il mondo fisico e virtuale è una scommessa per il futuro. La scuola Little Genius, con metodo ICE® (Infinite Child Evolution) che ripensa costantemente sia gli approcci che i contenuti dell’educazione del bambino, per fornire tutte le capacità necessarie per governare i cambiamenti, anziché subirli. Little Genius è una scuola  in lingua inglese per bambini dai 2 ai 12 anni, con un programma che mixa orientamento internazionale, open minded culture e competenze digitali, sfruttando l’Augmented Learning. 

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Tecnologia ed elementi umani

La tecnologia compie progressi giorno dopo giorno e diventa sempre più accessibile in tutto il mondo. Chi è nato e cresciuto in un mondo già digitalizzato, quelli che Prensky chiama i nativi digitali, ha un modo diverso di apprendere e fare collegamenti proprio a causa di questa immersione. È stato scoperto infatti che l’esposizione permanente dei nativi digitali alla tecnologia fa sì che il loro cervello si sviluppi diversamente. E quindi è necessario non solo cambiare metodo, ma prospettiva: oggi i docenti stanno sperimentando a caro prezzo la fatica che fanno gli studenti a sedersi ad una conferenza e prendere appunti. E non perché siano svogliati o disinteressati, ma perché non sono più abituati a questa passività… la memorizzazione meccanica sembra non funzionare più e gli studenti riescono meglio quando si dà loro un senso di scopo e controllo su ciò che stanno imparando. Non si tratta solo di avere un device sempre a portata di mano: l’integrazione tecnologica da parte delle scuole da diventando sempre più comune, ma è l’adozione di modelli ibridi, capaci di unire nuove idee, che permette di raggiungere il miglior apprendimento, in cui ad evolversi è anche il rapporto tra studente e docente. È un tipo di apprendimento orientato al conseguimento di obiettivi, che supporta insegnanti e dà fiducia agli studenti.

Insomma, parlare di innovazione 4.0 riguarda anche i metodi educativi, che devono stare al passo con i tempi. E non significa lasciare gli studenti in balia degli strumenti digitali, ma sfruttarne al meglio le potenzialità, attraverso competenze umane, prima ancora che digitali.  

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